Racconto – Midsmummer Night’s Heist

Midsummer Night’s Heist, pubblicato sull’antologia americana “Glass and Gardens: Solarpunk Summers” edita da Sarena Ullibarri di WorldWeaver Press, rappresenta la prima incursione del Commando sulla scena letteraria.

Rappresentati da alter ego letterari, i membri del Commando si imbarcano in una folla avventura di mezza estate, mobilitando amici, parenti e conoscenti per bloccare una manifestazione di estrema destra xenofoba con un piano degno di “Smetto Quando Voglio” (una delle nostre principali fonti di ispirazione) e una combinazione di guerrilla gardening e concentratori solari.

Questo racconto vuole anche enfatizzare l’importanza della collaborazione tra le diverse anime di Milano e della coesione sociale contro la minaccia della xenofobia e dell’intolleranza e per costruire un futuro solidale, inclusivo e tollerante.

In questo post sul blog di WorldWeaver Press potete trovare altre riflessioni (in inglese) sulla genesi di questa storia.

Vetrata Solare – Sol Lucet

Illustrazione digitale raffigurante una vetrata dove un sole stilizzato illumina fiori stilizzati sopra una scritta in latino "Sol Lucet Omnibus Aequaliter"

Quest’opera è stata pensata per essere un esempio di quello che sarà possibile ottenere, in
futuro, con le tecnologie fotovoltaiche, la cui evoluzione sta aprendo un nuovo campo
espressivo per gli artisti. In particolare la tecnologia cui si fa qui riferimento è quella dei
concentratori solari, che permetteranno di realizzare vetrate che catturino la luce del Sole per trasformarla in energia.

Al momento la ricerca punta a realizzare pannelli neutri che si sostituiscano alle finestre, ma in futuro, superati i limiti tecnici, sarà possibile utilizzare diversi colori e diverse forme per comporre grandi vetrate solari con cui decorare la città, distribuendo cultura ed energia a tutti indiscriminatamente.

L’opera vuole quindi anche rinforzare il dialogo virtuoso tra ricerca, arte ed industria,
stimolando la cooperazione al fine di creare il migliore futuro possibile.

La locuzione latina al centro dell’opera significa “Il Sole risplende per tutti allo
stesso modo” e viene qui utilizzata per sottolineare come l’energia pulita, qui quella
solare, sia una risorsa gratuita e disponibile per tutti, al di là dell’estrazione sociale o del
colore della pelle. Per questo motivo nell’opera il Sole splende su fiori che presentano
differenze evidenti.

È in questo momento storico di crisi internazionali dell’energia, di divisioni e di retorica di demonizzazione del diverso, che va ricordato più che mai quanto l’unione e la cooperazione siano importanti.

Si è scelto di farlo con un messaggio positivo che al freddo della paura oppone il calore del Sole.

Manifesto Solare – Dama Iberica

Acquerello digitale che rappresenta un'installazione solarpunk a Barcellona

Questa illustrazione, realizzata per fungere da copertina alla rivista di fiction speculativa MaMuT, vol.6 Eco-Logos, è stata basata su di un lotto vacante situato al 18 di Carrer de Sant Nicolau a Barcellona. Se vi recaste là ora come ora, al posto della Dama realizzata a trompe l’oeil vedreste le pareti vuote di diversi palazzie al posto dell’orto comunitario vedreste uno spazio incolto.

Per immaginare questa “cartolina da un mondo possibile” ci siamo ispirati al quartiere barcellonese dell’Eixample, con i suoi isolati ottagonali con al centro una corte. Questa configurazione ci ha ricordato anche quella dei cortili di derivazione mozarabe che si trovano in Andalusia, con piante ed una fontana centrale per aiutare a mantenere il fresco nei locali. In particolare il cortile centrale della Cattedrale di Siviglia ha fornito un modello per il collegamento della fontana con le canaline di irrigazione.

La fontana in questione è una cosiddetta sinia andalusa, un sistema di irrigazione introdotto dagli Arabi in Catalogna, un modello della quale può essere visto al Museu d’Historia de Catalunya. Nelle nostre intenzioni, la sinia dovrebbe essere alimentata dall’acqua piovana raccolta dai tetti circostanti, ed è azionata dall’elettricità prodotta dai pannelli solari installati sulle pareti retrostanti, portando acqua ad un orto basato sui principi della permacultura, dove i vecinos coltivano frutta e ortaggi per il consumo locale.

Quanto a tecnologia, abbiamo scelto i concentratori solari, pannelli di materiale
semi-trasparente che convogliano fotoni verso pannelli solari veri e propri, incollati ai quattro lati del concentratore. L’uso più comune è la realizzazione di finestre solari, ma in questo caso abbiamo deciso di usarli come tessere da mosaico giganti per ricoprire un murale sottostante, realizzato con vernici al sughero che fungono da strato isolante supplementare per rendere i palazzi più energeticamente efficienti.

Per la figura centrale del murale ci siamo ispirati alle dame iberiche dell’Età del Ferro, in
particolare a “la Dama de Elche”, “la Dama de Baza”, “la Dama de Guardamar” e “la Dama
oferente del Cerro de los Santos”. La dama nel pannello centrale del trompe l’oeil
interagisce con le persone che lavorano nell’orto, portando acqua alla sinia con la sua
anfora inesauribile e funge un po’ da entità protettrice del caseggiato.

Intorno a lei arance e olive simboleggiano l’agricoltura Mediterranea, mentre la cornice di foglie d’edera intorno ai pannelli del trittico è un richiamo al simbolo del Commando Jugendstil.