Manifesto Solare – Ingredienti

Questo poster è stato progettato quando la tecnologia di riferimento erano i pannelli solari
organici a film sottile (DSSC) e ne rappresenta gli “ingredienti” fondamentali: antocianine, pigmenti fotosensibili qui rappresentati da vari tipi di frutta e verdura da cui possono essere estratte, biossido di titanio e poi l’intervento dell’uomo, il quale confeziona il pannello e ne avvia il processo di generazione di energia.

È stato concepito per essere installato su di un muro che si affaccia su di un incrocio, in modo che più persone possibile potessero venire a conoscenza di questa tecnologia.

La composizione di questo manifesto è verticale, semplice, dall’alto verso il basso. L’incrocio abbassa il baricentro e, creando i triangoli, aumenta il dinamismo e simula l’ingresso laterale delle mani. La lampadina, che riconnette questo manifesto con gli altri della stessa serie, brilla in un campo dominato da figure semplici: la struttura a piramide ne enfatizza l’importanza.

I colori sono prevalentemente caldi perché simboleggiano la dimensione domestica e alla portata di tutti che ha l’operazione del Commando. Sullo sfondo c’è un gradiente, scelto per enfatizzare l’importanza della luce, infatti diventa più scuro verso il fondo del manifesto. Il colore aiuta anche a rendere concreta, quasi fisicamente presente, la pellicola DSSC che viene arrotolata.

Manifesto Solare – La Dea

Fotomontaggio dell'applicazione di un manifesto solare raffigurante Madre Natura che dona energia rinnovabile agli esseri umani.

In questo manifesto, progettato per rimpiazzare un’affissione pubblicitaria di grandi dimensioni in centro a Milano, Madre Natura dona l’energia rinnovabile agli esseri umani. Quest’energia nasce dal Sole per poi arrivare a noi: è sottolineato e promosso il processo di partecipazione tra esseri umani e Natura.

Lo schema compositivo è leggermente più complesso rispetto agli altri manifesti della stessa serie. La struttura è dominata dalla diagonale che è ripresa dall’andamento delle piante e dalla posa della figura. Il Sole riempie il vuoto, creando un cerchio che riecheggia la forma del viso della Dea e aiuta a dividere il manifesto in terzi, così come erano soliti fare molti artisti Jugendstil, a cominciare da Alphonse Mucha.

Con l’aggiunta di una figura cambiano i colori, entrano le tinte giallo-rosate della carne, ma soprattutto l’arancione del vestito, che simboleggia la vitalità e si raccorda con la luce del Sole che sorge, simbolo di rinascita.

Il collegamento con le altre affissioni della stessa serie è rappresentato dalla pianta-lampadina e dal Sole, qui riecheggiato anche nei girasoli che compongono la corona della Dea.

Questo manifesto è stato progettato per affacciarsi sulla strada, ad un’altezza tale che la mano alzata dei passanti possa quasi toccare quella tesa di Madre Natura