Manifesto Solare – Dama Iberica

Acquerello digitale che rappresenta un'installazione solarpunk a Barcellona

Questa illustrazione, realizzata per fungere da copertina alla rivista di fiction speculativa MaMuT, vol.6 Eco-Logos, è stata basata su di un lotto vacante situato al 18 di Carrer de Sant Nicolau a Barcellona. Se vi recaste là ora come ora, al posto della Dama realizzata a trompe l’oeil vedreste le pareti vuote di diversi palazzie al posto dell’orto comunitario vedreste uno spazio incolto.

Per immaginare questa “cartolina da un mondo possibile” ci siamo ispirati al quartiere barcellonese dell’Eixample, con i suoi isolati ottagonali con al centro una corte. Questa configurazione ci ha ricordato anche quella dei cortili di derivazione mozarabe che si trovano in Andalusia, con piante ed una fontana centrale per aiutare a mantenere il fresco nei locali. In particolare il cortile centrale della Cattedrale di Siviglia ha fornito un modello per il collegamento della fontana con le canaline di irrigazione.

La fontana in questione è una cosiddetta sinia andalusa, un sistema di irrigazione introdotto dagli Arabi in Catalogna, un modello della quale può essere visto al Museu d’Historia de Catalunya. Nelle nostre intenzioni, la sinia dovrebbe essere alimentata dall’acqua piovana raccolta dai tetti circostanti, ed è azionata dall’elettricità prodotta dai pannelli solari installati sulle pareti retrostanti, portando acqua ad un orto basato sui principi della permacultura, dove i vecinos coltivano frutta e ortaggi per il consumo locale.

Quanto a tecnologia, abbiamo scelto i concentratori solari, pannelli di materiale
semi-trasparente che convogliano fotoni verso pannelli solari veri e propri, incollati ai quattro lati del concentratore. L’uso più comune è la realizzazione di finestre solari, ma in questo caso abbiamo deciso di usarli come tessere da mosaico giganti per ricoprire un murale sottostante, realizzato con vernici al sughero che fungono da strato isolante supplementare per rendere i palazzi più energeticamente efficienti.

Per la figura centrale del murale ci siamo ispirati alle dame iberiche dell’Età del Ferro, in
particolare a “la Dama de Elche”, “la Dama de Baza”, “la Dama de Guardamar” e “la Dama
oferente del Cerro de los Santos”. La dama nel pannello centrale del trompe l’oeil
interagisce con le persone che lavorano nell’orto, portando acqua alla sinia con la sua
anfora inesauribile e funge un po’ da entità protettrice del caseggiato.

Intorno a lei arance e olive simboleggiano l’agricoltura Mediterranea, mentre la cornice di foglie d’edera intorno ai pannelli del trittico è un richiamo al simbolo del Commando Jugendstil.